Torna “Fast Writing: scritti di rapida consumazione”

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Torna “Fast Writing: Scritti di rapida consumazione”. Partecipa con un tuo racconto! C’è tempo fino al 30 settembre.

Finalmente la seconda edizione di “Fast Writing: Scritti di rapida consumazione”, l’iniziativa ideata da Leyla Khalil. Partecipa anche tu inviandoci un solo racconto inedito, di lunghezza compresa fra le 8.000 e le 30.000 battute spazi inclusi, all’indirizzo email officinaensemble@gmail.com (nell’oggetto scrivere Fast Writing 2016)indicando i tuoi dati personali e i tuoi recapiti (nome, cognome, data di nascita, indirizzo e-mail, numero di telefono).
I testi dovranno essere inviati entro e non oltre il 30 settembre 2016. I migliori testi usciranno in una raccolta curata dalla scrittrice Leyla Khalil e pubblicata dalla casa editrice romana indipendente Ensemble.

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Non è in questi luoghi sovrappopolati, dove si incrociano ignorandosi migliaia di itinerari individuali, che sussiste oggi qualcosa del fascino incerto dei terreni incolti, delle sodaglie e degli scali, dei marciapiedi di stazione e della sale d’attesa dove i passi si perdono, di tutti i luoghi dell’incontro fortuito dove si può provare fuggevolmente la possibilità residua dell’avventura, la sensazione che c’è solo da “veder cosa succede”?
Marc Augé

La loro parola risuonava in uno spazio in cui i vivi si facevano sempre più rari […]. Così e solo così deve essere recepita la letteratura post-esotica: come un’ultima testimonianza inutile e immaginaria, pronunciata da individui allo stremo delle forze o dai morti e per i morti. La nostra parola.
Antoine Volodine

Menti multitaskingsmart food e smart cityglocal contro global contro local, wireless e Wi-Fi, tag e hashtag, smaterializzazioni multiple e contemporanee, surrogati di cibi, stampa 3D di qualsiasi cosa, fluorescenze metropolitane e realtà aumentata: quale narrativa è possibile oggi? Anzi: c’è narrativa in grado di descrivere questa realtà e di ambientarvi storie?

Fast Writing è il tentativo di risposta a questo interrogativo. Come i migliori quesiti, anche questo resterà probabilmente insoluto. Ci chiamano nativi digitali, siamo qui per sfida e per gioco, per provare a smentire l’accusa fatta alla realtà liquida che ci ha partorito, di aver fatto appassire ogni possibilità di poesia. Per dare una possibilità poetica ai non-luoghi, per estrarre come levatrici le storie, cavarle fuori da meccanismi inestricabili, trascinarle via dal vortice parabolico che le ingoia e astrae o entrandoci anche noi. Perché i fast-food sono roccaforti in cui troviamo riparo ad ogni ora del giorno e della notte in ogni angolo del mondo, in cui tutti abbiamo diritto a una bolla inconsistente di invisibilità anonima. I non luoghi sono pronti ad accoglierci con fredda democrazia e tanto ci basta per sentirci sicuri. Effimeri, temporanei, inconsistenti, sono covo di miracoli inaspettati, di incubi irreali come videogames, crudeltà aggrovigliate, insoddisfazioni sociali, drammi interiori scanditi da tempi brevi, suonerie, sveglie, rumori di fondo, allarmi che suonano, ticchettii e scadenze.

Siamo tutti lì, ci siamo stati almeno una volta. Qui vogliamo sederci e osservare la mancanza di ordine cronologico, la liquidità spaziale, l’interconnessione dello spazio-tempo, l’infinitamente astratto intrecciato con l’assolutamente concreto, la fisica quantistica e la teoria relativista riflessi nel tavolo di un fast-food.

Il Fast writing, osmosi di realismo e magia, è il nuovo modo di dire la realtà: il surrealismo e il fantastico non sono più tali, li abbiamo sotto gli occhi ogni giorno; è la realtà stessa a rendersi magica e quindi a perdere, lentamente, la magia che possiede. Gli Scritti di rapida consumazionegià nella loro prima edizione, riportano semplicemente questo: miracoli urbani che avvengono nel momento in cui non ci si crede più. Ma da cui ci si lascia volontariamente affascinare. Perché ogni realtà può sorprendere e commuovere. Perché anche le insegne fluo sospese nei paradisi capitalisti e i sorrisi di clown-mascotte e i distributori di cibo-spazzatura celano stratificazioni di vissuti disarmanti. Madri di famiglia, clochard, impiegati, neonati, disoccupati, migranti, studenti, ragazze promiscue, donne velate, scassinatori, scrittori frammisti a icone pop, immagini frammentate, colori fosforescenti, cibo surgelato, nomi stranieri – stranieri rispetto a dove? –, offerte del mese, schermate estranianti, hamburger preconfezionati sorprese preconfezionate forchette preconfezionate uomini e donne preconfezionati e ritmi martellanti, bizzarrie quotidiane, piante automobili aerei pistole.

Gli Scritti di rapida consumazione sono scritti apolidi in cui l’altrove è ovunque e da nessuna parte, e si ricrea mutando lo sguardo che si getta sul mondo dai tavolini tutti uguali e pieni di briciole dei fast-food. Panino alla mano, carta e penna davanti, sguardo lontano.

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